Eros e Thanatos. L’amore e il dissolvimento nelle opere di grandi maestri del XX secolo.
Adami – Baj – Rotella – Schifano – Tadini – Veronesi – Barbera – Ceccobelli – Del Pezzo – Maraniello – Pardi – Spoldi
a cura di Mariangela Maritato
Inaugurazione mercoledì 23 giugno ore 18:00
Dal 23.06.2010 al 23.07.2010
Amore e Thanatos, due impulsi irrefrenabili dell’inconscio che nell’arte acquisiscono colore e forma riflettendo il conflitto interiore che muove il grande artista alla ricerca di un equilibrio che rimane sulla tela in maniera armonica e calibrata dalla perfezione della tecnica. Amicizia e discordia, conciliazione e rottura. E’ il file rouge che accomuna le diverse opere esposte da Antonio Miniaci in una collettiva di maestri del XX secolo, testimoni non solo di correnti artistiche e culturali che hanno fatto un’epoca, ma di un tempo che sulla loro scia ha saputo generare nuove e attualissime espressioni. Punti di riferimento per l’arte contemporanea, Mario Schifano, Mimmo Rotella, Enrico Bay, Emilio Tadini e Valerio Adami, solo per fare alcun nomi, sono i protagonisti di una mostra che non è solo un momento espositivo ma un confronto e un dialogo aperto con lo spettatore.
La donna è affrontata nelle sue diverse declinazioni. E’ musa e desiderio nel dipinto “Au vestiaire” (1998) di Valerio Adami che, con un richiamo esplicito alla figura mitologica di Euridice, presenta una plasticità che emerge scultorea dal verde smeraldo dello sfondo con una sintesi monumentale tipica dello stile del maestro bolognese. Non c’è spazio per i particolari ed i dettagli. L’essenziale è dato dalle ombre e dalle linee che rimandano in maniera evocativa e poetica ad un ideale femminile che fonde Giunone e Venere, la forza, il coraggio e la bellezza. Fa da contraltare al dipinto, un elegante acquarello su carta che proietta immediatamente in quello spazio conflittuale che dall’amore spinge verso l’autodistruzione e la morte. “Chi è la vittima?”presenta, con un gioco di accostamenti simbolici, la testa di un assassino e quella di un coniglio. Il rosso è dolore, le linee disegnano un percorso interrotto da un bivio. E’ tragedia esistenziale e sintesi formale insieme.
Se Adami ha saputo unire nella sua pittura influenze tipiche dell’espressionismo con un’arte pop declinata dai suoi riferimenti mediatici in nome di una ricerca pura e disinteressata della linea e della forma, Enrico Bay presenta una donna grottesca, spogliata di ogni riferimento etereo e ridotta al paradosso di sè stesso. Dall’assemblaggio di materiali diversi, come nel tipico stile Neo Dada dell’artista, emerge una presenza tutta corporea e materiale, divertente ed ironica. Il titolo, “Puttana”(1970), rappresenta tutto ciò che rimane della donna se spogliata dal pudore e dalla propria personalità. Una bambola del piacere e del divertimento, un insieme di colori vivaci e materiali plastici. Oggetto di desiderio, di concupiscenza, di morbosità istintiva che riporta in una dimensione tutta terrena e mondana dell’esistenza. Istinto di vita e di morte che si fondono in un gioco assurdo e realistico allo stesso tempo. L’eros, nella sua componente essenziale, ha nel dipinto di Giuseppe Maraniello, un olio e tecnica mista su tela del 1985, un’espressione sintetica ed essenziale. Il desiderio di unione è tutto contenuto in una punta sospesa, nella parte alta della tela, su un foro nero che ridisegna lo spazio assoluto nel rosso della tela. Un erotismo che diventa concreto e fisico nell’opera “Petting” di Mimmo Rotella. Una fisicità espressa non solo nel soggetto ma nei materiali utilizzati, dalla tecnica mista su tela alla lamiera che fa da base al decollage e alla pittura nelle opere presenti in mostra realizzate in un arco di tempo che va dagli anni Settanta ai Novanta. Thanatos o istinto di morte, di annientamento, emerge con forza nel nero e nelle composizioni simboliche di Ceccobelli, Schifano e Del Pezzo. Il colore è sfumato o assorbito in sé stesso in uno sforzo introspettivo che di sé non lascia che l’ombra e il mistero. Come ne l’”Opera al Nero”. Una maschera appoggiata sulla terra sorregge una sfera come se la vita si riducesse, improvvisamente, al suo essere tragedia.
Opere in mostra:




