(Napoli, 1933)
Uno dei fondatori del Gruppo 58 di Napoli, d’impostazione neosurrealista e neodadaista, ha collaborato alla rivista Documento Sud. Le sue opere del periodo 1958-1960 proponevano assemblaggi di vari oggetti, tra cui frammenti di stampe e immagini popolari. Nel 1960 si trasferì a Parigi, poi a Milano, dove gli sono state dedicate diverse mostre monografiche (nel 1974 la prima). A partire dal 1962 Del Pezzo ha realizzato un suo tipico repertorio di “quadri” o “sculture”, formati da pannelli geometrici monocromi, sui quali sono inserite mensole o scavate concavità, che sostengono oggetti geometrici regolari (birilli, uova di legno, bocce, manichini, etc.) a volte molto colorati. Nelle sue pitture-oggetto e nei suoi assemblages è sempre presente l’aspetto ludico. Per il tono ironico e per l’utilizzo di oggetti d’uso quotidiano decontestualizzati, tali opere rimandano alla Pop Art ma si riscontra un evidente recupero di De Chirico, Carrà e Morandi (Motivo, 1967), e delle geometrie della pittura metafisica. Nel 1968 la sua prima mostra personale a Parigi. Lo Stato francese acquisisce due sue opere e allestisce la “sala metafisica” al Museo di Grenoble (De Chirico, Max Ernst, Herbin, Carrà, Nevelson, Del Pezzo); gli commissiona, inoltre, due grandi sculture all’aperto per un complesso di architetture scolastiche (un liceo scientifico e una scuola di architettura e decorazione a Dijon). Nel 1970 l’Università di Parma gli dedica una retrospettiva a cura di Arturo Carlo Quintavalle ed inizia la collaborazione come progettista grafico con la Olivetti. Collabora in seguito anche con il gruppo automobilistico Renault Italia. Nel 1973 realizza per il Centre Pompidou di Parigi un’opera ( Il muro 120×3,5 m) che copre due lati della palizzata del cantiere di costruzione del Beaubourg. Nell’84 è invitato da Guido Ballo a prendere il posto di Emilio Tadini come titolare della cattedra di Pittura sperimentale alla nuova Accademia di Belle Arti a Milano. Lavora al progetto di un film didattico sulla sua pratica artistica. Nel 1988 espone con venti altri artisti italiani al Palazzo delle Arti a Mosca su invito dell’Unione degli Artisti Russi mentre nel 1991 è invitato in Giappone dove l’architetto Alhadoff gli commissiona una scultura per la ditta Sunstar a Osaka. Riceve nel 1997 il Premio Imola mentre l’anno successivo realizza su commissione dell’architetto Marco Zanuso una grande pittura per la sede milanese della casa di moda Gian Franco Ferré. Nel 2000 disegna per due stazioni della nuova metropolitana di Napoli quattro grandi rilievi ceramici ed una plastica in bronzo. L’Istituto Mathildenhöhe a Darmstadt presenta la prima grande restrospettiva della sua opera in Germania. Nel 2009 espone a Capri alla mostra Napoli Milionaria con Mimmo Paladino e Nicola Di Maria.
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