(Milano, 1933)
Il rapporto fra pensiero e forma, fra forma e colore, fra costruttività e costruzione, fra astrazione e concretezza, fra pieno e vuoto, sono da sempre i suoi temi ricorrenti. La sua ricerca artistica si concentra, alla fine degli anni ’60, su alcuni luoghi fondamentali della concezione dello spazio: le “architetture”, opere che esprimono chiaramente la volontà di fondare lo spazio attraverso metodologie costruttive. Fondamentale fu la rilettura che ci propone, dagli anni ’70 in poi, delle avanguardie storiche, come l’Astrattismo, il Costruttivismo e il Neoplasticismo, in questo modo la forma si esprime tramite un segno geometrico capace di dare corpo ad un pensiero costruttivo. Ma la sua arte fissa le sue regole anche in un processo che mira a recuperare le potenzialità della pittura, riacquistando la memoria storica della pittura rimanendo nello spazio virtuale del quadro, e non in quello della realtà. Nel 2000 allestisce alla galleria Gio Marconi di Milano una mostra dal titolo Homeless. Nel febbraio del 2002 è alla Galleria Fumagalli per una mostra personale dal titolo ³Sheets² e nel 2003 espone nuovamente alla Galleria Giò Marconi una serie di lavori dal titolo “Danza e Restauro”. In questa mostra, allestita nelle sale della Galleria Fumagalli, per la prima volta vengono proposte al pubblico le sue fotografie.




