Nato a Taranto nel 1972. Vive e lavora a Milano
Contorto, delirante, disperato, così l’artista (pubblicitario di lavoro) si ritrae nelle sue tele.
“Lo sguardo allucinato, terrorizzato. L’espressione contrita, deformata.” Queste le parole utilizzate da Luca Beatrice nel saggio in catalogo per descrivere Troilo. L’artista si ritrae in questo modo in tutte le sue tele, di notte, quando termina il suo lavoro di pubblicitario ed esplode un inconscio negativo, disturbato.
L’espressione artistica di Troilo si caratterizza per l’originalità del procedimento formale: utilizza, infatti, solamente le dita per dipingere. Mentre con una mano sorregge una videocamera, oppure un telefonino, per riprendersi e vedersi, con l’altra dipinge, frenetico, la sua figura. Un gesto carico, spesso pastoso ma sempre rapido e veloce, quasi uno schizzo, un’esplosione, che in alcuni punti si lascia andare ad un action painting di pollockiana memoria.
La tavolozza è bicolore, in questo caso bianco e nero ma utilizza anche avorio con grigio o con il verde; questa scelta verso il monocromatismo elimina i mezzi toni e consente di dare forza e vigore ad ogni pennellata, che diventa così unica, come un’impronta digitale, la sua impronta. Crea se stesso in modo unico, irripetibile, tanto il gesto è incontrollato e rapido.
Opere in vendita:
Non ci sono prodotti in questo gruppo.
Altre opere:




